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In questo articolo descriveremo la tecnica di ripresa fotografica più diffusa tra i fotografi professionisti, ovvero la celeberrima “Regola dei terzi”.

Sicuramente molti di voi l’avranno sentita nominare spesso, ma pochi conoscono in cosa consiste esattamente.

Linee forti 

Se siete in possesso di una macchina digitale, molto spesso troverete questa impostazione tra i parametri regolabili del display o monitor della fotocamera.

Una attivata  questa funzione, vedrete comparire una griglia composta da nove caselle rettangolari. Questa griglia divide quindi sia il lato maggiore del fotogramma, che quello minore, in tre parti.

Le due linee centrali, sia verticali che orizzontali, vengono chiamate linee forti ed hanno una funzione ben precisa, ovvero servono per regolare la linea di orizzonte.La linea di orizzonte, nella regola dei terzi applicata a foto paesaggistiche, può giacere sia sulla linea forte inferiore, (mettendo così in risalto i due terzi superiori del fotogramma, solitamente dedicati a cielo e colline) che su quella superiore (mettendo in risalto i due terzi inferiori, solitamente dedicati ad antiche strade, prati fioriti, dettagli geologici).

Per quanto riguarda foto ritratti o foto di gruppo, la funzione delle linee forti assumono un significato differente.

In una foto di gruppo (solitamente orizzontale) ad esempio, la linea forte superiore stabilirà la quota media di allineamento delle teste di tutti i componenti, in un ritratto invece (solitamente verticale), la stessa indicherà la quota degli occhi del soggetto.

Come vedete quindi, la griglia della tegola dei terzi, è un valido strumento per rispettare, all’interno del nostro fotogramma, i due principali criteri che contraddistinguono le fotografie professionali, ovvero, proporzione ed ordine.

Se quanto sopra esposto ha in qualche modo stimolato la vostra attenzione, ebbene troverete interessanti anche i prossimi due aspetti su cui è bene soffermarsi, ovvero: le diagonali e la posizione del soggetto.

Le diagonali

Le diagonali che attraversano il vostro fotogramma, possono essere utilizzate per conferire tridimensionalità alle vostre immagini. In un contesto urbano ad esempio, sarà molto facile far ricadere su di esse, diversi elementi architettonici, grazie alle ben note proprietà della prospettiva.

Si pensi ad una lunga strada nel deserto, o ad un lungo viale circondato da edifici. Nel primo caso noterete i margini laterali della strada protendersi dal basso, verso un indefinito e lontanissimo punto di fuga; nel secondo caso noterete le stesse linee diagonali provenire anche dall’alto, generate questa volta dalle sagome discontinue dei palazzi. Far ricadere, elementi ambientali, architettonici, ornamentali o naturali, sulle linee prospettiche, può caratterizzare le vostre immagini distinguendole da quelle amatoriali seppur tecnicamente ben realizzate (esposizione, sensibilità, tempi e diaframma giusti).

Fondamentalmente quindi un buon fotografo non professionista, può inconsapevolmente produrre scatti esteticamente validi, ma inevitabilmente i suoi migliori ricadranno sempre all’interno dei parametri della regola dei terzi. In questo caso si può parlare di istinto fotografico, ma molto di questo in verità deriva dalle influenze che il mondo dell’immagine ci comunica costantemente. Tutte queste regole infatti sono incessantemente riproposte da pubblicità, cinema e tv, ma non costituiscono nel complesso una novità in senso assoluto. Esse in verità provengono da molto più lontano poiché affondano le loro radici nell’arte pittorica. Fu in quell’ambito che vennero stabiliti tutti quei canoni estetici ancor oggi validi.

Posizione del soggetto

Il secondo elemento da tenere in considerazione riguarda la posizione corretta del soggetto principale di una foto. Secondo la regola dei terzi, a meno che il nostro scatto non sia un classico mezzo busto, il soggetto principale non deve mai essere centrale. Se pensiamo ad esempio ad una coppia di sposi in riva ad un lago, noterete che essi ricadono sempre in almeno due delle tre fasce in cui è diviso il fotogramma, lasciando in tal modo libero il punto di fuga della nostra inquadratura. Ciò conferisce profondità al nostro scatto, ed una certa dinamicità narrativa. L’osservatore infatti, prima di porre l’attenzione sui soggetti, spazierà maggiormente sul contesto ambientale, oppure lo farà subito dopo averli valutati. Le illustrazioni riportate riassumono in modo piuttosto chiaro molte delle proprietà sin qui descritte.

I punti forti

Per ultimo analizzeremo i quattro punti di intersezione della nostra griglia, chiamati “punti forti”.                                                                                          Sulle macchine fotografiche Reflex e compatte, e più facilmente su smartphone e tablet, è oggi possibile decidere il punto di messa a fuoco in ogni punto del fotogramma. Tuttavia, restando all’interno della regola dei terzi, i quattro punti forti, sono quelli dove inevitabilmente ricadrà il nostro interesse. Come potere osservare nei numerosi esempi qui a lato, ogni elemento di interesse ricade direttamente, o è nelle immediate immediate vicinanze di questi.

Nell’ambito dei foto ritratti, specie se molto ravvicinati, uno dei punti forti ricadrà sempre su quello che viene definito, “Occhio dominante”, solitamente quello più vicino all’osservatore. Ciò conferisce generalmente una particolare intensità allo sguardo del modello o modella, accentuandone il valore emotivo o l’enfasi generata da altri accorgimenti tecnici che possono riguardare prevalentemente la scelta del diaframma e della sensibilità.

Troverete quanto sopra descritto sicuramente utile per migliorare la vostra tecnica fotografica. Sarete in grado di catturare correttamente la bellezza di tutto ciò che vi circonda ricordandovi che ogni scatto può non essere banale.

St. Peter Photo sarà al vostro fianco per la realizzazione delle vostre migliori immagini, stampandole con la massima cura e qualità attualmente disponibili sul mercato.

Buone foto a tutti.